EFEBO D’ORO. PREMIO INTERNAZIONALE DI CINEMA E NARRATIVA | Centro di Ricerca Narrativa e Cinema

Efebo d’OroEfebo d’Oro

Efebo d’oro è un premio internazionale assegnato a opere di cinema o televisione tratte da opere letterarie. È stato fondato ad Agrigento nel 1979 e prende il suo nome dal noto kouros agrigentino del V secolo a.C..
Negli anni è stato assegnato a personaggi di grande prestigio, come Mario Monicelli, Ettore Scola, Marco Ferreri, François Truffaut, Francesco Rosi, Roberto Faenza, Manoel de Oliveira, Gianni Amelio. Dopo la sua 35. edizione, il premio trasloca da Agrigento a Palermo, iniziando un’opera di profondo rinnovamento tesa al recupero di un riconosciuto patrimonio culturale. La sua 37. edizione, la seconda a Palermo, debutta con un’immagine profondamente rinnovata.

Efebo d’OroEfebo d’OroEfebo d’OroEfebo d’Oro

Efebo d’Oro ha diritto a un suo nume tutelare.
Tutti i premi di cinema storicizzati tendono a una forte connotazione territoriale e adottano un’immagine che ne rappresenti i valori, lo spirito, il carattere, anche e soprattutto in relazione all’arte cinematografica: l’orso di Berlino, il leone alato di Venezia, la palma di Cannes, il pardo di Locarno, il leone di Rotterdam rappresentano le rispettive città e contemporaneamente ne argomentano la vocazione cinematografica.
La Sicilia non poteva avere miglior rappresentante: la giovinezza e la sicurezza dell’Efebo, immagine esotica e predisposta al viaggio, alla scoperta, alla tensione verso la costruzione di una vita audace e solida, incarna al meglio il più profondo senso della sicilianità e contemporaneamente la profonda passione umana per lo spazio infinito della narrazione cinematografica. Il volto dell’Efebo diventa quindi irrinunciabile, anzi valore da preservare e tradurre nella pregnanza di un segno sintetico, in grado di esporsi nella sua potenza e nella sua fragilità.

Efebo d’OroEfebo d’OroEfebo d’Oro

Per Efebo d’oro si è provveduto all’individuazione di un sistema di segni da combinare in diverse configurazioni, fluttuanti, mobili, per piani sovrapposti e per elementi in contrappunto. Una palette cromatica fondamentale ricorda la policromia dell’architettura dorica: l’azzurro del mare, il rosso del sole e della passione, il tono che è della sabbia della spiaggia come delle pietre dei templi. Poi, un sistema componibile di lettering in varie configurazioni: orizzontali e verticali, complete o sintetiche, titoli, sottotitoli, luoghi e edizioni. Infine, una gamma di texture composte da onde sovrapposte, a riprendere i tratti suadenti del volto sicuro dell’Efebo, come quelli dei fregi classici, dei panneggi della scultura di potenza arcaica e delle onde del mare.
Viaggio, scoperta, audacia. Uno sguardo un po’ sbeccato, ma proprio per questo ancor più disposto al futuro.

Efebo d’Oro

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